Libro “Progressive Italiano”

Verso la fine del 2005 comprai a Torino il libro “Progressive & Underground” di Cesare Rizzi, un libro in cui si tratta in maniera generale il prog degli anni 70 descrivendone le peculiarità nell’introduzione seguita poi dalla trattazione dei gruppi maggiori, di quelli minori e infine da alcuni gruppi italiani. Decisi di prenderlo perché non avevo ancora un libro in materia, anche se avevo visto vari siti prog. Il libro è buono, è molto utile soprattutto per rendersi conto qual’è il proprio livello di conoscenza nei confronti di tale genere. Comunque questo post non critica il libro di Rizzi (prima o poi recensirò anche il libro di Rizzi), ma quello uscito nel Luglio del 2007, “Progressive Italiano” di Alessandro Gaboli e Giovanni Ottone.

Tale libro tratta il prog italiano ed è suddiviso in tre parti: introduzione, i gruppi maggiori e i minori. Ecco qui nasce quasi spontanea la prima critica: era necessario distinguere tra maggiori e minori in un panorama così, in un certo senso, frammentario? Riporto testuali parole: “…anche questo è suddiviso in due parti complementari: una prima dedicata ai maggiori, cioè a coloro i quali hanno avuto una carriera più articolata, importante, consistente; una seconda che tratta invece gruppi meno noti, i minori, che spesso non sono pure arrivati al traguardo del secondo album.” Se una persona ha letto il libro si rende conto del grave errore che hanno commesso gli autori nel mettere tra i minori gli “Arti + Mestieri”, un gruppo composto di artisti bravi e dotati di buona tecnica che hanno fatto ben più di un album. Per esempio i Metamorfosi, I Biglietto per l’Inferno (quest’ultimo gruppo assai interessante ma in vita ha pubblicato un solo album), Quella Vecchia Locanda cosa centrano nei maggiori per i motivi detti nell’introduzione del libro? O anche gli Acqua Fragile? Perché non mettere fra i maggiori anche gli Opus Avantra, autori di due pregevoli album? In quest’ottica, sarebbe stato più logico fare un gruppone unico delle varie band!

A parte questo, il libro è fatto bene, è utile e interessante per chi si avvicina al prog italiano, grosso modo ci sono quasi tutti i gruppi di quel periodo e si scopre che molti artisti del pop odierno sono passati dalla porta del prog (come per esempio Michele Zarrillo). Le schede sugli artisti sono ben fatte anche se il giudizio, come dicono gli autori stessi, è soggettivo e alcuni giudizi lasciano piuttosto perplessi come nel caso dell’album “Roller” dei Goblin (perché solo tre pallini?) o quello un po’ troppo entusiastico dell’unico album dei Samadhi (quattro pallini e mezzo, sostanzialmente il massimo).

In conclusione il consiglio che vi do è quello di ascoltare più album possibile e leggere le non poche recensioni che circolano in Internet (e quindi i vari gusti di ogni ascoltatore che possono variare anche di tanto), il che aiuta a farsi un’idea di cosa è stato il prog italiano e il prog in generale.

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Sono un figo ancora non compreso. La mia missione è quella di far conoscere buona musica e di non porsi dei limiti, musicalmente parlando.

3 Responses to Libro “Progressive Italiano”

  1. Armando says:

    Libretto interessante per un neofita, ma con diverse criticità.
    Ad esempio mancano diversi nomi, importanti per la completezza: Living Life, Gruppo 2001, Madrugada, Luciano Basso, Zauber, Sangiuliano, Ping Pong e qualche altro.
    Dal punto di vista soggettivo, molti giudizi mi lasciano perplesso: non capisco come si possa dare solo tre pallini a “Felona e Sorona” e ben quattro a “Collage”, per dirne solo una.
    Il mondo è (poco) bello perché vario?
    Carino il blog, Giampaolo, avanti così.
    P.S. Ma i link non li metti affatto?

  2. @ Armando
    Intanto benvenuto nel mio blog!
    Questo è un post vecchio ma aggiornato con le mie conoscenze acquisite in questi ultimi anni.
    Bè si manca qualche gruppo ma considera che questo è un libro che oltre le 127-128 pagine non può andare. Si il voto a “Felona e Sorona” è un pò basso….
    perchè hai messo poco tra parentesi?
    I link li sto mettendo….sto imparando ad usare sia Blogspot che WordPress e quindi ci vuole un pò di tempo…
    Arriveranno altri post su altri libri come il libro biografico sugli Area e sulla sua vita stessa di Fariselli che ho comprato al concerto degli Area il 15 Agosto 2011 a Villanovaforru.
    Buonanotte!

  3. Armando says:

    Ho messo poco tra parentesi perché a volte la varietà di opinioni, se non combaciano con le mie, mi disturba oltremodo: scherzo, ovviamente 🙂
    Aspetterò volentieri le tue prossime schede sui libri musicali.
    Alla prossima.

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