Jethro Tull – “Minstrel in the Gallery” 1975

I Jethro Tull sono uno dei miei gruppi preferiti, indiscussi protagonisti della musica anni 70. Di fatto non sono proprio prog, direi prog di rimbalzo e sostanzialmente sono associabili alla sfera del folk-rock. Sicuramente gli album più vicini al prog sono “Thick as a brick” e “A passion play”. Quest’album uscì nel 1975 ed è un bell’album, e ne parlo volentieri anche perché c’è il brutto vizio di affermare con spavalda sicurezza che i Jethro Tull dopo “Thick as a Brick” non hanno combinato più nulla di memorabile. Affermazione e/o supposizione quanto mai errata!
Questo è un gran bel disco rock in puro stile Jethro Tull. In grande evidenza vi sono la chitarra acustica di Ian Anderson e quella elettrica di Martin Barre, naturalmente senza dimenticare il flauto che qui secondo me giganteggia, dovuto ad un probabile perfezionamento e tecniche di sperimentazione da parte di Anderson.

Stupende la title-track, dove ad un inizio acustico segue una parte strumentale caratterizzata dalla chitarra elettrica, piuttosto in forma, di Martin Barre con continui cambi di tempo fino ad arrivare alla seconda parte più lineare in qualche modo ma altrettanto godibile; “Black Satin Dancer” è a dir poco stupenda, dotata sia di una parte melodica e con una parte centrale movimentata in cui tutti i componenti danno sfoggio della sua bravura e “Baker St. Muse” è una suite con i primi cinque minuti semplicemente geniali ai quali seguono una parte centrale quasi interamente  acustica (che può risultare un po’ noiosa) e con un finale in crescendo, spettacolare. In quest’album la band è stata accompagnata da una splendida orchestra diretta da David Palmer.

Nell’edizione rimasterizzata nel 2002 vi sono le bonus tracks, tra queste bella “Pan dance” dove ben si fonde il suono del flauto con quello dell’orchestra. Buon ascolto!

Tutte le canzoni sono state scritte da Ian Anderson se non indicato diversamente.

  1. Minstrel In The Gallery (Ian Anderson / Martin Barre) – 8:13
  2. Cold Wind To Valhalla – 4:19
  3. Black Satin Dancer – 6:52
  4. Requiem – 3:45
  5. One White Duck/0^10 = Nothing At All – 4:37
  6. Baker St. Muse – 16:39
  7. Grace – 0:50
  • La versione rimasterizzata del 2002 presenta le seguenti bonus track:
  1. Summerday Sands – 3:44
  2. March the Mad Scientist – 1:48
  3. Pan Dance – 3:25
  4. Minstrel in the Gallery (live) (Ian Anderson / Martin Barre) – 2:11
  5. Cold Wind toValhalla(live) – 1:32
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Sono un figo ancora non compreso. La mia missione è quella di far conoscere buona musica e di non porsi dei limiti, musicalmente parlando.

2 Responses to Jethro Tull – “Minstrel in the Gallery” 1975

  1. viga 1976 says:

    un grande e fomidabile disco

  2. @ Viga 1976
    Benvenuto in questo blog!
    Ovviamente concordo con quello che dici…..
    Ciao!

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