Io e il Progressive

Ricordo che nell’Ottobre del 2002 ero a Cagliari alla Casa del Disco e dovevo comprare  a caso un album dei Genesis. Ero totalmente ignorante in materia di progressive e un mio amico mi spiegò che i Genesis anni 70 erano un’altra cosa rispetto a quelli anni 80. Per cui comprai “Foxtrot” del1972 in quanto mi incuriosì la presenza in quell’album di una canzone molto lunga che dura ben 22:58 minuti (Supper’s Ready), ovvero una suite. Da quel giorno la mia vita cambiò e iniziai a farmi una buona cultura musicale a base di Genesis, EmersonLakePalmer, King Crimson, VDGG, Yes, Le Orme, Pfm, Gentle Giant, Caravan per arrivare negli anni più recenti al Gary Moore anni 70, agli Area, a Derek Sherinian, ai Symphony-X e anche i Sonata Arctica.

Ascoltando quell’album capii subito di entrare in contatto con una musica nuova, originale, ma soprattutto rivoluzionaria. Questo genere musicale nacque in Inghilterra e molti sanciscono il primo album prog (d’ora in avanti il termine progressive verrà abbreviato in prog) “In the Court of the Crimson King” del 1969 ad opera dei King Crimson. Negli anni successivi si sviluppò anche nel resto d’Europa ed in particolare in Italia, Francia e Germania. Il periodo d’oro del prog va dal 1969 al1976.

In vari blog si è anche discusso di quali possano essere le origini del prog e quali sono gli album cardine che hanno portato alla nascita del prog. Io credo che al di la di alcuni album che si possano considerare protoprog, il prog alla fin fine si sia creato quasi dal nulla come un Big Bang!

Intorno al 1977 iniziò il declino del prog, iniziarono a diminuire il numero di album prog e iniziò a diffondersi nuovi generi come il punk e la new-wave. Tuttavia il prog non è sparito dal mondo della musica e sia sul finire degli  anni 70 e per tutti gli anni 80 ci sono stati degli ottimi lavori prog. Sul finire degli anni 80 e l’inizio degli anni 90 il prog si è risvegliato, con un aumento di numero di album (rispetto agli anni 80) e con la nascita di un sottogenere: il prog-metal.

Ora passo ad elencare le caratteristiche principali del progressive.

1) La caratteristica saliente di questo genere è che la melodia non è banale, non è orecchiabile e i cambi di ritmo sono sempre presenti.

2) Una canzone generalmente andava ben oltre i quattro minuti, si raggiungevano spesso i sette-otto minuti fino ad arrivare alla  già sopra citata suite.

3) Un’altra caratteristica è l’affiatamento tra i vari strumenti. Prima del progressive lo strumento principale della musica rock anni 60 era la chitarra elettrica. Invece con la musica progressive tutti gli strumenti assumono una certa importanza, soprattutto la tastiera, forse lo strumento simbolo del progressive. Tuttavia la chitarra non perse importanza, basti pensare a gruppi come Yes, King Crimson e Gentle Giant. Se in alcuni gruppi la chitarra elettrica era in secondo piano, era così per il semplice fatto che all’interno del gruppo non c’era un chitarrista vero e proprio. Per esempio, gli EmersonLakePalmer (d’ora in poi abbreviato in ELP) avevano come bassista e chitarrista Greg Lake ma questi non è un grande chitarrista: è appena discreto con la chitarra acustica. Concludendo, direi che la chitarra elettrica non ebbe un ruolo di secondo piano, come ho letto in alcuni siti e blog, ma ebbe un ruolo fondamentale nell’evoluzione del prog.

In conclusione, spero di avervi un po’ incuriosito con questa mia breve biografia su come mi sono “ingarbugliato” in tutti questi anni con il progressive!

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Sono un figo ancora non compreso. La mia missione è quella di far conoscere buona musica e di non porsi dei limiti, musicalmente parlando.

6 Responses to Io e il Progressive

  1. viga 1976 says:

    e poi da fortissime lezioni di anarchia ai diversamente musicisti del filone punk,in quanto co il prog si sfidarono davvero le regole del commercio discografico attraverso una musica libera da molti schemi

  2. atticus76 says:

    Prima di tutto bentrovato su WordPress e in bocca al lupo per questo nuovo blog musicale.
    Il primo album dei Genesis che ascoltai fu “A trick of the tail” del 1976 e mi fece un’ottima impressione e mi stimolò ad approfondire la musica di questo gruppo straordinario. Non ricordo di preciso, invece, quale è stato il mio primo disco progressive che ho ascoltato: forse “Yesstory”, raccolta dei mitici Yes.

    Ciao, a presto!
    Francesco

  3. Armando says:

    Giampaolo, come si sa “nulla si crea e nulla si distrugge”. O se preferisci “nessuno nasce imparato”, come direbbero a Napoli.
    Il prog è un po’ la foce di molti affluenti musicali che si sono incontrati quando la cosa chiamata prog, diciamo l’idea di contaminazione, era già matura.
    E’ stato cos’ per il jazz, per il rock and roll classico, e per tutti i generi o stili che conosciamo.
    A proposito potrebbe tornarti utile un libretto smilzo ma succoso di Castaldo e Assante: si chiama “Genesi” e spiega molto bene come è nato e si è sviluppato il rock classico a partire dalle origini.
    E’ uscito da Castelvecchi nel 1997: non so se è ancora in catalogo, ma prova a cercarlo.
    Ciao, alla prossima.

  4. @ viga1976
    il punk non lo conosco come genere ma anche quel genere ha prodotto qualcosa d’interessante….comunque il prog è stato un genere si libero!!!!!
    @ atticus76
    grazie! Crepi il lupo….

    @ Armando
    Grazie per il consiglio!
    Vedrò di procurarmelo. La casa editrice Castelvecchi c’è ancora sul mercato?

    Buonanotte a tutti!

    • Armando says:

      Giampaolo, pare di sì.
      In effetti era sparito per qualche anno, ma ora è nuovamente attivo.
      Ecco il sito ufficiale, dove puoi eventualmente richiedere se il libro in questione è ancora disponibile:
      http://www.castelvecchieditore.com/

      In caso contrario prova tra l’usato in rete o magari in qualche biblioteca delle tue parti, non è detto che non ci sia un settore musicale molto fornito…Qui esiste una biblioteca a scaffale aperto, come si dice, dove ne hanno uno interessante.
      Comunque auguri, ciao.

  5. @ Armando
    giusto!
    Proverò a fare un salto nella mia biblioteca. Non si sa mai.
    Grazie!
    Buonanotte!

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